Storia della Basilicata che si muove

Cronologia degli ultimi mesi

La Basilicata è oggi, come mai è accaduto in passato, al centro dell’attenzione della stampa nazionale.

Il Corriere della Sera del 26 febbraio 2007 scrive: “I danni si stanno quantificando in Calabria, ma l’epicentro di questo terremoto è in Basilicata. Ed è il sisma più grave dell’ultimo quarto di secolo, dopo quello del 1980, perché è il più terribile esempio della rottura del «patto» tra cittadini e istituzioni, tra governati e governanti, senza il quale non si va da nessuna parte. Il mito della Lucania Felix, semmai avesse un fondamento, è finito. Non regge più. Nemmeno come espediente mediatico. Lo dicono i fatti sui quali sta indagando la procura di Catanzaro, che ha messo sotto inchiesta i vertici della magistratura lucana, alti gradi delle forze dell’ordine, politici e funzionari pubblici, tutti indagati per gravissimi reati: truffa e corruzione, anche in atti giudiziari, falso e abuso d’ufficio, anche a fini patrimoniali, appropriazione indebita”.

La storia degli ultimi mesi può aiutare a capire che cosa sta accadendo in Basilicata e come in questa piccola regione emerga finalmente il desiderio di riscattarsi da una sorta di maledizione che spinge i giovani ad un bivio: imparare a muoversi tra amicizie e favori o partire al più presto per non rinunciare ai propri sogni.

Qualcosa si muove oggi in Basilicata, qualcosa comincia ad unire i cittadini che in questi anni hanno inventato, ciascuno per proprio conto, forme di resistenza, ma anche cittadini stanchi di tenere la testa bassa e di trasmettere ai propri figli quella triste saggezza del “mai nulla cambierà”, quasi un codice genetico della rassegnazione.

Qualcosa si muove in Basilicata, se è vero che oggi tante persone si ritrovano insieme per gridare che la verità non dovrà rimanere nascosta, per raccogliersi intorno a chi questa verità l’attende da anni: i familiari di Luca Orioli e Marirosa Andreotta, di Elisa Claps, di Giovanni De Blasiis, di Vincenzo De Mare. Qualcosa si muove, proprio a partire da queste ed altre storie di morti ammazzati, di strani suicidi, di persone scomparse, di coperture e depistaggi.

La storia degli ultimi mesi è la storia di questa Basilicata che s’indigna e che si ritrova. È la storia dei tanti cittadini che finalmente hanno deciso di non lasciare più sole le vittime, è la storia di questa piccola terra che ha ancora davanti a sé un futuro incerto, ma che ha deciso di mettersi gioco, a partire dalla dignità dei cittadini liberi.

Gli appelli, le assemblee, gli incontri, sono solo una parte di un cammino che è fatto ancora, ed in gran parte, del silenzio operoso e dell’impegno dei tanti cittadini onesti. L’intento è però quello di far emergere il bisogno di giustizia e verità, sostenendo un radicale cambiamento culturale e di prospettiva.

La cronologia degli ultimi mesi mostra come questi nuovi percorsi stiano prendendo forma nei volti di donne e uomini che si incontrano, si parlano, scoprono di non essere soli nella ricerca della verità:

AMARO LUCANO – ottobre 2006

Nel mese di ottobre 2006, quarantuno cittadini lucani hanno tappezzato i muri della città di Potenza con un articolo di Marco Travaglio, che descriveva lo stato della giustizia in Basilicata e gli intrecci tra magistrati e politici. L’intento dell’iniziativa era quello di aprire una breccia nella cappa di silenzio che da sempre copre, zittisce, protegge la cosiddetta “isola felice”. Ed era anche quello di testimoniare, con nomi e cognomi, che la paura o la convenienza non aiutano e che la verità è l’unica speranza di futuro se si aspira ad un futuro da cittadini liberi.

NOI CITTADINI LUCANI – 27 marzo 2007

Martedì 27 marzo 2007 circa 150 cittadini lucani acquistano 2 pagine a pagamento del Quotidiano della Basilicata per esprimere stima e solidarietà ai magistrati Iannuzzi, Woodcock e Montemurro e per proteggerli dai continui tentativi di delegittimarne l’azione. Nei giorni di Vallettopoli il fatto ha una notevole risonanza a livello mediatico ed anche grazie al sostegno di Marco Travaglio e Beppe Grillo, l’appello raggiunge quasi 30.000 adesioni in tutta Italia.

APPELLO PER IL pm DE MAGISTRIS – aprile 2007

Il magistrato che conduce l’inchiesta sulle toghe lucane e che, a partire da essa, tenta finalmente di aprire squarci di verità sugli intrecci perversi tra politica, magistratura, massoneria e criminalità organizzata, è il pm di Catanzaro Luigi De Magistris. Si tratta dello stesso magistrato a cui è stata appena sottratta dal suo procuratore capo l’importantissima inchiesta Poseidon, riguardante un ammanco di oltre 200 milioni di euro nei fondi europei per la depurazione destinati alla regione Calabria.

In tutta Italia, “facciamo la scorta ai nostri giudici” è lo slogan proposto da Marco Travaglio, che ben esprime l’idea di una società che protegge e sostiene quei magistrati che lavorano senza timore in cerca della verità.

ASSEMBLEA PUBBLICA con i familiari di LUCA ORIOLI e MARIROSA ANDREOTTA, ELISA CLAPS, VINCENZO DE MARE, GIOVANNI DE BLASIIS – 27 aprile 2007.

“Abbiamo bisogno di fare memoria di queste storie – le vostre come quelle di altri in Basilicata (penso all’omicidio dello stesso avvocato Lanera) – ecco perché ci è indispensabile sgranare il triste rosario di quei morti, fare chiaramente certi nomi e certi cognomi, puntualizzare l’infinita serie di coincidenze che avvolge tanti avvenimenti di questa nostra regione, ed ecco perché qualcuno si arrabbia solo al ricordarle le vostre tragedie aggiungendo anche l’indecenza di dirvi che dovete rassegnarvi: perché abbiamo l’impressione che possano essere proprio le vostre storie a tracciare quei confini, ad aiutarci a capire le tante cose che ancora non abbiamo capito della Basilicata e a dare un nome, i nomi, a quel grumo di potere trasversale che sempre più abbiamo l’impressione che si muove dietro le quinte di questa terra. Certo, non siamo qui per fare processi a nessuno: non siamo qui contro qualcuno ma per qualcosa: la giustizia e la verità.”

“Siamo qui stasera per capire, per non farci più prendere in giro da nessuno, per rivendicare l’intelligenza della verità contro l’offensiva arroganza della menzogna, per reclamare il sacro diritto della giustizia, ma soprattutto per dire, per dirvi, che in tutto questo avvertiamo forte nell’aria il sentore di una nuova stagione, la positiva convergenza di quelle belle e faticose esperienze sociali, culturali, politiche a cui apparteniamo e che vogliono condividere i sentieri della ricerca della verità; percepiamo il prepotente desiderio di tanti di mettersi in gioco e di provare a tracciare strade nuove.”

Dalla relazione introduttiva dell’assemblea di don Marcello Cozzi, responsabile regionale di LIBERA, coordinamento regionale di Basilicata.

INCONTRO dell’ASSOCIAZIONE PENELOPE SUL CASO ELISA CLAPS “Ritessiamo la tela” – 12 maggio 2007.

“La più grande punizione che i cattivi possano ricevere è quella di sentirsi controllati dagli onesti” Stuart Mill

Altre esperienze, altre storie della Basilicata che si muove segneranno il cammino ed arricchiranno questa cronologia, perché, come è stato ricordato nell’assemblea del 27 aprile, “da oggi non si torna più indietro”.

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